Il Modello di Virginia Satir

Virginia Satir

La sua vita: le origini

Virginia nacque il 26 giugno 1916 nella fattoria dei genitori a Neillsville, in Wisconsin, Stati Uniti.
La famiglia di origine proveniva dalla Germania. Il padre era il più giovane di tredici figli, era un contadino ed aveva avuto una scarsa educazione familiare, per questa Virginia dirà “Io penso che mio padre si sia sentito sempre tradito per questo motivo”, forse Virginia faceva riferimento alla dipendenza dall’alcol del padre.

Della madre, invece, Virginia ricorderà: “La ricordo come una persona che cercava sempre di riparare le cose che si erano rotte” – “Penso che questa sia una delle ragioni per cui ho successo con persone con cui nessuno ha voluto avere più a che fare. Ho visto in loro il potenziale. Me lo insegnò lei.”
Virginia era la maggiore di cinque figli e come primogenita sentì il senso di responsabilità per i suoi fratelli e sorelle.

La sua carriera (1936 – 1988)

E’ difficile riassumere l’iter professionale di Virginia Satir che cominciò come ambiziosa insegnante e si sviluppò in quello di terapeuta e “trainer” conosciuta e riconosciuta a livello internazionale.
Dopo la laurea, V. incominciò la pratica terapeutica nell’assistenza sociale ed incontrò la sua prima famiglia nel 1951. Quando ricordava questo primo incontro, V. sottolineava l’importanza di vedere le famiglie il più possibile nel loro quadro d’insieme.

Virginia ottenne un grande successo come terapeuta nella pratica privata, ma anche come consulente nelle scuole ed altri enti. La sua era una capacità a lavorare con gli altri, anche i più difficili.
V. si trasferì in California dove con Don Jackson e Jule Riskin fondò il Mental Health Research Institute a Menlo Park. Nel 1962 il MHRI, con un contributo governativo, cominciò il primo Corso di formazione nella Terapia familiare, sotto la direzione della Satir. Jule Riskin ricorda: “Era estremamente creativa, potente e dotata di carisma. Aveva un dono naturale nello sviluppare nuove idee, ma non era interessata nei dettagli del fare ricerca. Era geniale. Ho fatto la mia prima esperienza nella terapia familiare come co-terapeuta con Virginia.
Era come essere seduti fuori su un jet in velocità. Era“elettrizzante”.
Nell 1964 V. incominciò a frequentare l’Esalen Institute in California. Era emozionata riguardo alle opportunità di lavoro e studio che c’erano là, tra cui anche la meditazione e il lavoro corporeo e quella di sentirsi liberi di scoprire e provare nuove idee e nuovi strumenti. V. divenne uno dei primi responsabili dei Corsi di formazione, supervisore dei Programmi di Sviluppo del Potenziale Umano.
Nel 1964 la Satir pubblicò il suo primo libro “Terapia familiare congiunta”, a quello seguirà nel 1972 “Peoplemaking”, [da qualche anno tradotto anche in italiano con il titolo “In famiglia…come va?”, editrice Impressioni grafiche (AL), ndr]. La notorietà di V. crebbe con i suoi libri, i training che organizzò ed i suoi metodi d’insegnamento. Fu considerata tra i pionieri della terapia familiare ed era sempre più richiesta non solo negli Stati Uniti, ma anche all’estero.
Ricevette per la sua opera il Service Award da parte dell’Associazione Americana di Terapia familiare e nel 1973 il Dottorato (PhD) ad honorem da parte dell’Università del Wisconsin.
I suoi workshop e le sue presentazioni avevano il potere di tenere la gente come “incantata”, mentre apprendevano cose pratiche circa sé stessi, la comunicazione, la vita in famiglia e in comunità.
Il suo humour, la capacità di creare immagini e costruire “skits” (sorta di rievocazioni/role-playing, differenti dallo psicodramma, ndr) e role-playing riuscivano a portare in superficie i sentimenti delle persone.
[Fonte: Avanta - The Satir network]

 

Un inguaribile ottimismo

Virginia Satir ha incontrato più di tremila famiglie, cioè più di diecimila persone. Incontri con una coppia, una famiglia, la famiglia allargata, o diverse famiglie in seminari di una settimana, con contatto continuo, ventiquattr'ore su ventiquattro.
Nel corso della sua pratica, col susseguirsi degli incontri, si è ispirata a diverse scuole, soprattutto ai ricercatori di Palo Alto e alla Gestalt ed ha sviluppato una terapia molto personale.
Virginia si colloca all'interno del movimento umanistico. La famiglia è il luogo essenziale di crescita delle potenzialità umane, poichè in essa si forma la persona nella sua duplice dimensione individuale e sociale.
Le famiglie sono le unità sociali di base, per cui, aiutandole a svilupparsi, si fa progredire l'intera società.
Secondo la Satir le conoscenze recenti della psicologia costituiscono una favolosa opportunità per l'umanità: grazie ad esse quest' ultima potrà entrare in una nuova fase più pacifica della sua storia, una fase in cui l'essere umano sarà più rispettato che in passato.
Per comunicare il suo messaggio di ottimismo assoluto ha tenuto seminari in tutto il mondo, compresi i paesi dell'Est europeo. Se questo messaggio può sembrare contestabile, le ha tuttavia permesso di dare la speranza a migliaia di famiglie e di terapeuti.
Chi legge le sue opere si sente migliore e meno complicato.
[Dominique Megglè, Psicoterapie brevi, Red edizioni, Como, 1998]

La testimonianza di chi ha tradotto "New peoplemaking" e le "Meditazioni" in italiano:
Il "contatto" con Virginia Satir

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